FAMIGLIA (terza puntata) #CRONACHEDIUNADIMISSIONE

FAMIGLIA (terza puntata) #CRONACHEDIUNADIMISSIONE

Quando da piccola mi chiedevano: “cosa vuoi fare da grande?”, rispondevo sempre cose diverse, in base a quello che era l’interesse di quel momento. C’è stato un periodo in cui volevo fare la veterinaria, un altro invece in cui ero certa di voler fare l’insegnante di ginnastica artistica. Un tempo in cui rispondevo certa che avrei fatto la biologa e che avrei scoperto la cura per tutti i mali del mondo. La mia fantasia e le mie ambizioni erano grandi.

Un lavoro e una sola identità

Parlo al passato perchè, si sa, quando si diventa grande, ti dicono che devi smettere di avere la testa fra le nuvole e che devi riportare i piedi per terra, pensare a “sistemarti” e realizzarti trovando un buon posto di lavoro.
Mia madre ha fatto l’impiegata amministrativa in una carrozzeria durante tutta la sua carriera lavorativa. Io ho seguito le sue orme, studiato ragioneria e trovato lavoro come impiegata amministrativa in una carrozzeria. Strano? No, capita quando lasci che, a decidere per te, siano gli altri e il senso del dovere, quel fastidioso tic tac dello scorrere del tempo. Il posto fisso è stato la terra promessa per la generazione dei nostri genitori e noi siamo stati travolti dalla crisi che ci ha costretti a fermarci, a riflettere, a domandarci, a reinventarci, disperarci, ci ha costretti a mettere in discussione l’importanza di avere un lavoro dipendente.
Ma poi, alle dipendenze di chi? Di qualcuno che, come noi, sta vivendo tempi difficili, in cui i soldi scarseggiano e la richiesta di lavoro pure.
Come si possono instaurare rapporti di lavoro sereni e sicuri se chi offre lavoro è più disperato di noi che lo cerchiamo?
All’età di quasi 40 anni l’ho capito, finalmente. Avrei voluto arrivarci prima, ma non posso riportare indietro le lancette dell’orologio!
Ma allora? “Cosa vuoi fare da grande?”

Cosa voglio fare da grande

Io voglio stare con la mia famiglia, scelgo di lavorare per loro, per le persone che ho di più caro al mondo. Non voglio sprecare più nemmeno un minuto lontano da loro. Scelgo i miei sogni.
Scelgo di essere un pò insegnante di ginnastica per mia figlia correndo con lei in un prato, scelgo di essere un pò biologa, inventando la cura di baci e carezze che guarisce da tutti i mali, scelgo di essere anche un pò veterinaria con la nostra gattina e i tanti nostri futuri animali. Potrei perfino scegliere di essere cuoca, agricoltore, giardiniere, stilista e potrei andare avanti scegliendo tanti altri mestieri.
Quello che conta è stare con la mia famiglia.
Pensate sia riduttivo farmi chiamare in tanti modi?
Io credo invece che sia molto gratificante non doversi concentrare solo su un’attività.

Parola d'ordine: diversificare!

Saper diversificare le attività, contribuisce a non annoiarsi, a sperimentare e studiare. Tutte cose che di solito da adulti si smette di fare! Il cervello ha bisogno sempre di essere stimolato altrimenti si atrofizza come un muscolo che non viene allenato.

La prossima settimana vi parlerò di un argomento scottante: stipendio fisso: Addio!

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