L’ARMADIO CHE SCOPPIA

L’ARMADIO CHE SCOPPIA

Tra un D.P.C.M. e l’altro, siamo arrivati al mese di maggio anche quest’anno e, anche se il tempo sembra essersi fermato a febbraio, la natura ha fatto il suo corso e le giornate hanno iniziato ad allungarsi. Nonostante le temperature siano ancora un po’ ballerine (almeno qui in Emilia Romagna), la primavera è arrivata e, se come me, siete dei ritardatari, sicuramente vi troverete presto alle prese con il temutissimo cambio armadio!

Ma quanti vestiti abbiamo?

Non so voi ma, aver trascorso più di un mese con addosso pigiama e tuta alternati giorno e notte, mi ha fatto dimenticare persino di aprire l’armadio ogni tanto per far prendere aria ai vestiti!

Dimenticati jeans, abiti, gonne, calze, maglie di tutti i colori da abbinare a scarpe, borse e giacche, mi sono ritrovata a dover fare il cambio armadio con altrettanti vestiti estivi ammuffiti in scatole sepolte sotto al contenitore del letto.

Ma quanti cavolo di vestiti ho accumulato?

Aiuto!

E ricordo bene quando dicevo: “ho bisogno di magliette, non so più cosa mettermi!”, “certo che quel paio di pantaloni ci starebbe benissimo con i nuovi stivali”. AIUTO!

Ora, non voglio dire che bisogna vivere in tuta per tutta la vita, ma nemmeno con una serie infinita di abiti che, diciamoci la verità, la maggior parte sono destinati a restare in bella vista appesi nell’armadio…

A volte si acquista solo per noia o per il gusto di avere qualcosa di nuovo e alla moda, (ma la moda cambia molto rapidamente proprio per costringerci ad acquistare) per poi scoprire, una volta a casa, che quel vestito non ci dona affatto! Lo indossiamo una o due volte, giusto per non sentirci troppo in colpa, e poi…. via! Archiviato nell’ultimo cassetto! Lontano dagli occhi, lontano dal cuore….

Fast fashion

E dire che, negli ultimi due anni, ho cercato di mettere da parte tutti quei vestiti che mi ostinavo a conservare nonostante non li avessi più indossati da diverso tempo. Ho partecipato a mercatini dell’usato, ho regalato ad amiche e donato ad associazioni e parrocchie.

Potete quindi immaginare la mia sorpresa quando, anche quest’anno, mi sono ritrovata con un armadio che scoppiava! Nonostante i miei sforzi, avevo ancora molto da smaltire!

In questa nuova dimensione, costretta a trascorrere le giornate in casa, chi fa più caso a come mi sono vestita? Posso persino permettermi di indossare quella vecchia maglietta che mi piace tanto (e che non ho mai avuto il coraggio di buttare perchè mi piace troppo!)

Ed è proprio in questa dimensione che mi sono resa conto che in realtà, non abbiamo mica bisogno di così tanti vestiti! E non solo adesso che non usciamo di casa…….In fondo, anche prima, se ci pensiamo bene, i vestiti che ci facevano sentire bene, si contavano sulle dita di una mano (ok, anche due), ma il punto è… come abbiamo vissuto fino ad ora? Era davvero così importante per noi apparire? Per poi finire sempre ad indossare tutti la stessa maglietta, quella della fast fashion, della moda facile e veloce, quella da 5 e 10 euro oggi, e che ti costringe a spenderne altri 5 o 10 domani!

 

Moda sostenibile

Ma, siccome sono una donna anch’io, non sono immune dal fascino della moda… mi piace e adoro fare shopping al mercato! Ultimamente però, ho scoperto il second hand e la moda sostenibile. Acquistando abiti usati, non si ha solo un notevole risparmio economico, ma si aiuta molto l’ambiente, riducendo gli sprechi ed evitando la moda usa e getta.

E se proprio l’usato non è tra le opzioni da valutare, si può sempre pensare di acquistare uno o due capi da Brand italiani (magari fatto a mano da artigiani) che avranno un costo sicuramente maggiore rispetto all’usato, ma almeno possiamo sapere da chi stiamo acquistando e come viene prodotto il nostro vestito!

E voi, quanti vestiti avete accumulato negli anni? E quanti realmente indossate?

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